Nella linee guida UE sulle AMR c'è anche un apporto italiano

La resistenza agli antimicrobici e l’uso eccessivo o inappropriato degli agenti antimicrobici costituiscono una priorità per la Commissione Europea, che ha dato mandato all’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) di elaborare una bozza di linee guida europee sull'uso prudente degli antimicrobici in medicina umana. Pertanto, il 26 luglio scorso è stato pubblicato il documento tecnico dal titolo “Proposals for draft EU guidelines on the prudent use of antimicrobials in human medicinesul sito dell’ECDC. Tra gli Autori che hanno contribuito alla stesura di tale proposta figura la dottoressa Annalisa Quattrocchi (nella foto), membro del GISIO della SItI, assegnista di ricerca del gruppo della professoressa Antonella Agodi, Università degli Studi di Catania, attualmente research trainee all’ECDC di Stoccolma, presso l’Office of the Chief Scientist, nell’ambito dell’Antimicrobial Resistance and Healthcare-Associated Infections (ARHAI) Disease programme. Per la definizione di tale documento l'ECDC ha lanciato una consultazione pubblica, aperta fino al 5 di settembre, per raccogliere i commenti da parte della comunità scientifica e delle parti interessate.

Importante accordo SItI-FIMMG per attività didattiche formative

La SItI ha siglato un significativo accordo quadro con la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) per offrire collaborazioni didattiche qualificate nei corsi regionali triennali per i medici in formazione nell’ambito delle specifiche tematiche relative all’Igiene e alla sanità pubblica. Gli argomenti proposti nei curricola riguarderanno in particolare: la metodologia epidemiologica e la sorveglianza; l'organizzazione sanitaria e la valutazione dei sistemi di assistenza territoriale; la conoscenza dei percorsi integrati di assistenza: i piani nazionali e regionali di prevenzione; l'appropriatezza prescrittiva; le infezioni correlate all'assistenza e l'antibioticoresistenza. In ogni realtà regionale le Sezioni SItI forniranno a FIMMG possibili docenti sia universitari che operanti in dipartimenti di prevenzione, distretti, direzioni sanitarie disponibili anche ad accogliere i MMG in formazione per tirocini e stage formativi. Peraltro, in alcune regioni come Campania e Sicilia tali collaborazioni sono di fatto già in atto.

Stefania Boccia nominata Editor di European Journal of Epidemiology

Il Segretario Nazionale SItI Stefania Boccia (nella foto), Professore Associato di Igiene e Medicina Preventiva all' Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) di Roma, è stata nominata Editor di European Journal of Epidemiology (unica italiana nel board).
Segnaliamo inoltre un articolo pubblicato da "Panorama della Sanità" su un lavoro, condotto presso la Sezione di Igiene dell’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinato dalla Prof.ssa Boccia, che confronta la qualità delle pubblicazioni scientifiche presenti sulle riviste di nuova generazione accessibili a tutti per la lettura gratuitamente e per le quali a pagare sono gli scienziati che pubblicano le loro ricerca, con le riviste che non sono a pagamento per i ricercatori e che non sono accessibili a tutti gratuitamente.

Pasti portati da casa. Ecco le (rigorose) precauzioni

Dopo la recente sentenza del tribunale di Torino relativo alla possibilità di consumare a scuola pasti portati da casa, Emilia Guberti, membro della Giunta SItI e direttore UOC Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento Sanità Pubblica di Bologna, risponde con un decalogo puntuale: "Il consumo di pasti, di provenienza diversa dalla mensa scolastica, da consumare a scuola deve, comunque, garantire la possibilità che questi vengano conservati in ambienti e a temperature idonee per evitare contaminazioni o deterioramenti. Ne consegue che saranno necessarie idonee apparecchiature frigorifere e/o per il riscaldamento. La scelta di somministrare esclusivamente alimenti conservabili a temperatura ambiente finirebbe col penalizzare la varietà e la qualità nutrizionale dei pasti consumati".
"Inoltre dovrà essere garantita la sorveglianza da parte di personale della scuola affinché ciascuno consumi il proprio pasto per evitare gli inconvenienti (allergie e intolleranze) o contaminazioni, dal momento che oltre il 50% delle tossinfezione alimentari interessa preparazioni domestiche. Al di là degli aspetti igienici, non va trascurata la valenza educativa della ristorazione scolastica che vede nel momento della condivisione del pasto una straordinaria occasione in cui “agire” l’educazione alimentare. Vi sono evidenze scientifiche che i bambini che consumano i pasti presso la mensa scolastica hanno abitudini alimentari più salutari rispetto ai coetanei che non lo fanno, dato confermato anche dalla sorveglianza “Okkio alla salute” che nel 2016 è arrivata alla sua 5a edizione. E’ in capo ai SIAN delle ASL l’impegno a vigilare su un obiettivo sfidante dell’offerta alimentare scolastica: la necessità di conciliare proposte coerenti con le raccomandazioni nutrizionali a tutela della salute ed i gusti degli utenti, una sfida che per essere vinta necessita del continuo confronto e della collaborazione sinergica fra sanità pubblica, aziende di ristorazione ed utenti: bambini, educatori, genitori ed enti locali".

I commenti di Lorenzin, Rezza, Conversano e Bonanni sulla perizia di Trani

Si ipotizzava il reato di lesioni personali gravissime a carico di ignoti. "Sono felice che finalmente la procura di Trani abbia preso atto di ciò che la comunità scientifica internazionale ripete da anni" ha commentato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin mentre Gianni Rezza, dirigente dell'ISS e consulente tecnico a Trani ha tenuto a precisare che "Non esiste un test del sangue in grado di valutare il rischio di effetti collaterali legati alle vaccinazioni. Temo che si tratti di un refuso del rapporto, perché io avevo chiesto di togliere qualsiasi riferimento ai test semplicemente perché non esistono". "Apprezziamo la conclusione sulla esclusione di rapporto vaccini-autismo - sottolinea il Past-President della SItI Michele Conversano - e condividiamo che ci debba essere la massima partecipazione ed informazione per i genitori; su questi "Pseudo test" pre-vaccinali si è sviluppato un fiorente commercio speculativo e non è vero che i test non si fanno perché costerebbero assai ma perché mancano totalmente prove scientifiche della loro utilità". Paolo Bonanni, Coordinatore del Gruppo Vaccini della SItI commenta che "purtroppo nel momento in cui sembra che abbia vinto la scienza (MPR e autismo non sono correlati, l'ennesima conferma di quanto diciamo da sempre) fanno sorgere una assurda controversia sui test pre-vaccinali; in realtà ha vinto ancora una parte ben conosciuta e, purtroppo, non c’è smentita che tenga".

Paola Borella primo Presidente italiano della FESTEM

Si è svolta dal 26 al 28 maggio 2016 nella splendida cornice del Monastero dei Benedettini a Catania, una delle sedi del locale Ateneo, il 6th International Symposium FESTEM (Federation of European Societies on Trace Elements and Minerals) dal titolo "NEW HORIZONS ON TRACE ELEMENTS AND MINERALS ROLE IN HUMAN AND ANIMAL HEALTH”. L’evento, patrocinato dalla SItI, è stato promosso ed organizzato dai colleghi dell’Università di Modena e Reggio Emilia Paola Borella e Marco Vinceti (neopresidente della Società Italiana sullo studio degli Elementi in Traccia - AISETOV), in collaborazione con Margherita Ferrante dell’Università di Catania. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di oltre 150 ricercatori provenienti da ben 27 paesi del mondo e la presentazione di altrettanti contributi scientifici di elevata qualità, si è conclusa con la nomina di Paola Borella, Ordinaria di Igiene all'Università di Modena e Reggio Emilia, a Presidente della FESTEM per il quadriennio 2016-2019. A Paola Borella, primo Presidente italiano eletto a capo di questa Federazione di Società Europee, vanno i più vivi complimenti della SItI che è lieta di festeggiare con tutta la comunità scientifica degli igienisti italiani un altro importante riconoscimento internazionale.

Ecco il comunicato finale sul problema PFAS in Veneto

Il potenziale rischio ambientale e sanitario legato agli inquinamenti da sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) che ha portato al convegno svoltosi il 30 maggio a Mestre è stato oggetto di un comunicato con raccomandazioni redatto dalla Sezione Triveneto della SItI (nella foto il Presidente della Sezione Antonio Ferro). Alcune aree del Veneto sono infatti risultate da una recente rilevazione come tra le più inquinate d'Italia per quanto attiene queste sostanze. Le relazioni presentate il 30 maggio sono state proposte dai dirigenti regionali e nazionali maggiormente impegnati sulla complessa materia. In particolare, Francesca Russo, responsabile della Sanità Pubblica nel Veneto, ha illustrato le principali azioni di mitigazione del rischio sanitario a favore della popolazione interessata dal fenomeno.

L'acqua in ospedale: una parte rilevante del rischio sanitario

Sono stati oltre 200 i partecipanti al Convegno sulle "Acque sicure nelle strutture sanitarie" tenutosi a Pugnochiuso-Vieste il 27-28 maggio e organizzato dal Gruppo GISIO della SItI e dall'ASL di Foggia con la magistrale regia della professoressa Maria Teresa Montagna. Nel corso delle due giornate si sono alternati relatori di diversa estrazione professionale tra i quali molti igienisti di diverse regioni italiane. Rilevante la partecipazione alla diretta streaming: oltre 1000 contatti.

A Mestre la SItI porta all'attenzione il problema PFAS

L’evidenza di una situazione di potenziale rischio ambientale e sanitario legato agli inquinamenti da sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) ha indotto la Sezione Triveneto della SItI a organizzare un interessante e frequentato convegno il 30 maggio a Mestre sulla gestione del potenziale rischio da PFAS. Alcune aree del Veneto sono infatti risultate da una recente rilevazione come tra le più inquinate d'Italia per quanto attiene queste sostanze. Il Convegno è stato aperto dal Presidente Nazionale della SItI e chiuso dal Coordinatore onorario del Collegio degli operatori SItI Vittorio Carreri. Le relazioni sono state proposte dai dirigenti regionali e nazionali maggiormente impegnati sulla complessa materia. In particolare, Francesca Russo, responsabile della Sanità Pubblica nel Veneto (nella foto), ha illustrato le principali azioni di mitigazione del rischio sanitario a favore della popolazione interessata dal fenomeno.

L'antibioticoresistenza sbarca su Report. E negli USA arriva il Superbug

"Resistenza passiva" è il titolo dell’inchiesta di Report (RAI3) andata in onda domenica 29 maggio 2016 dedicata al tema delle resistenze agli antibiotici che coinvolge la medicina veterinaria e quella umana, i cui confini sono oltrepassati dalla circolazione dei microrganismi che diventano resistenti in seguito ad un'eccessiva esposizione agli antibiotici prescritti in modo non corretto. Uno scenario in cui si prospetta l’apocalisse antibiotica e il sopravvento di "superbugs" resistenti con improbabili pandemie che comporterebbero milioni di morti oltre che una grave crisi economica mondiale. E mentre in Italia siamo in attesa di un Piano Nazionale per l'antibiotico resistenza da parte del Ministero della Salute, negli USA è stata diffusa la notizia dell'isolamento di un batterio super-resistente, in realtà un E. Coli già noto. L'episodio è stato ridimensionato, ma il problema di sanità pubblica esiste davvero.

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