Due casi che fanno riflettere anche gli esperti di sanità pubblica

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La tragica scomparsa del campione Michele Scarponi ripropone all'attenzione dell'opinione pubblica il problema della sicurezza dei ciclisti e (indirettamente) della grande promozione che viene fatta per l'utilizzo del biciclo non solo per lo sport ma anche come mezzo di trasporto alternativo e sostenibile. I dati epidemiologici sono preoccupanti: 251 ciclisti morti nel 2015 (che corrispondono al 17% di tutti i morti per incidenti stradali di cui 161 all'interno delle aree urbane) con un incremento del 18% nell'ultimo anno e una mortalità doppia rispetto ai veicoli a motore. Riuscirà la nuova legge in discussione a contenere il problema considerando lo stato delle nostre strade e l'indisciplina di molti automobilisti ? E arriverà il casco obbligatorio ?
L'altro caso riapre il tema di sanità e giustizia. Il tribunale di Ivrea ha sancito per la prima volta che esiste un rapporto causale tra l'uso del telefonino e i tumori, fatto mai provato dalla letteratura scientifica. E lo ha fatto sulla base della perizia del noto epidemiologo Paolo Crosignani che avrebbe affermato che il neurinoma in questione è stato provocato da un uso prolungato del telefono cellulare. Nel giorno della sentenza del Consiglio di Stato sulla legittimità degli obblighi vaccinali negli asili ci tornano alla mente le numerose sentenze dei tribunali che avevano erroneamente associato l'insorgenza dell'autismo all'uso di vaccini per l'infanzia. Ma in questo caso stiamo parlando di 5 miliardi di esposti nel mondo e 45 milioni solo in Italia.