Pasti portati da casa. Ecco le (rigorose) precauzioni

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Dopo la recente sentenza del tribunale di Torino relativo alla possibilità di consumare a scuola pasti portati da casa, Emilia Guberti, membro della Giunta SItI e direttore UOC Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento Sanità Pubblica di Bologna, risponde con un decalogo puntuale: "Il consumo di pasti, di provenienza diversa dalla mensa scolastica, da consumare a scuola deve, comunque, garantire la possibilità che questi vengano conservati in ambienti e a temperature idonee per evitare contaminazioni o deterioramenti. Ne consegue che saranno necessarie idonee apparecchiature frigorifere e/o per il riscaldamento. La scelta di somministrare esclusivamente alimenti conservabili a temperatura ambiente finirebbe col penalizzare la varietà e la qualità nutrizionale dei pasti consumati".
"Inoltre dovrà essere garantita la sorveglianza da parte di personale della scuola affinché ciascuno consumi il proprio pasto per evitare gli inconvenienti (allergie e intolleranze) o contaminazioni, dal momento che oltre il 50% delle tossinfezione alimentari interessa preparazioni domestiche. Al di là degli aspetti igienici, non va trascurata la valenza educativa della ristorazione scolastica che vede nel momento della condivisione del pasto una straordinaria occasione in cui “agire” l’educazione alimentare. Vi sono evidenze scientifiche che i bambini che consumano i pasti presso la mensa scolastica hanno abitudini alimentari più salutari rispetto ai coetanei che non lo fanno, dato confermato anche dalla sorveglianza “Okkio alla salute” che nel 2016 è arrivata alla sua 5a edizione. E’ in capo ai SIAN delle ASL l’impegno a vigilare su un obiettivo sfidante dell’offerta alimentare scolastica: la necessità di conciliare proposte coerenti con le raccomandazioni nutrizionali a tutela della salute ed i gusti degli utenti, una sfida che per essere vinta necessita del continuo confronto e della collaborazione sinergica fra sanità pubblica, aziende di ristorazione ed utenti: bambini, educatori, genitori ed enti locali".