Prevenzione: cose da fare e cose da non fare

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Da alcuni anni l'American Board of Internal Medicine ha attivato l'iniziativa "Scegliere saggiamente", finalizzata a "scoraggiare" pratiche inutili o addirittura "dannose". Recentemente, l'American College of Preventive Medicine (ACPM), aderendo a tale iniziativa, ha fortemente sconsigliato pratiche "preventive" anche in Italia molto utilizzate. In estrema sintesi, con robuste motivazioni scientifiche, l'ACPM ha raccomandato di:

    • non assumere preparati multivitaminici per prevenire patologie oncologiche o cardiovascolari;
    • non attivare uno screening del cancro della prostata mediante dosaggio del PSA;
    • non eseguire scansioni total body in soggetti asintomatici per la diagnosi precoce dei tumori;
    • non estendere lo screening cervicale oltre i 64 anni.

 

Anche nel nostro Paese, alcuni anni fa, vi è stato un forte impegno degli igienisti per "disattivare" pratiche "preventive obbligatorie" palesemente inutili, obsolete o dannose (libretto sanitario per gli alimentaristi, certificato di sana costituzione per il pubblico impiego, radiografia del torace per gli insegnanti, ecc.). Questo impegno va ripreso, alla stregua dell'esperienza statunitense citata, per scoraggiare, con la forza dell'evidenza scientifica, tutto ciò che viene falsamente proposto sotto il nome di "prevenzione". Ciò darà ulteriore forza alla Prevenzione efficace, purtroppo non ancora omogeneamente garantita a tutti i cittadini. Stenta infatti a decollare il Calendario Vaccinale per la Vita, da alcuni anni approvato dalle più importanti Società Scientifiche e applicato solo in poche Regioni. Stentano soprattutto a consolidarsi, specie nel Mezzogiorno, i tre programmi di screening oncologico da anni previsti nei LEA. La mancata attivazione di questi programmi, la loro diffusa fragilità e la loro frequente instabilità dipendono spesso dall'assenza di un chiaro modello organizzativo. E' compito dei Dipartimenti di Prevenzione, sulla scorta di ormai numerosissime eccellenti esperienze, farsi carico di definire questo modello organizzativo e di implementarlo con coraggio e determinazione. (S. Cinquetti)