Igienisti: aumento di topi e ratti segno di degrado urbano

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"I rischi per la salute creati da ratti e topi sono oggi principalmente legati al contatto dei roditori e dei loro escrementi con cibi e bevande; per questo ben vengano i controlli periodici delle ASL e le misure repressive nei confronti delle imprese e degli esercizi commerciali che violano le principali norme igieniche". In questi termini si è espresso il Presidente della SItI Carlo Signorelli nel corso della trasmissione di RAI1 "Uno Mattina" del 10 marzo dedicata alle recenti segnalazioni di un aumento dei roditori in aree urbane, soprattutto a Roma e Napoli. "Esche e trappole possono essere utili misure tampone - ha sottolineato Signorelli - ma siccome il problema principale è il degrado urbano ci sono altre misure più strutturali che devono essere adottate: una gestione corretta della raccolta dei rifiuti con sanzioni ai cittadini inadempienti, pulizie e manutenzioni delle aree verdi pubbliche e private, manutenzioni di acquedotti e fognature e pulizie stradali; forse oggi la crisi della finanza pubblica locale è un fattore di rischio per il degrado urbano ma è solo da una rinnovata cultura ambientale dei cittadini e degli amministratori locali che può nascere la prevenzione sulla diffusione dei roditori nelle città. I nuovi sindaci delle grandi città metropolitane ne tengano conto. Al momento in Italia le malattie trasmissibili direttamente o indirettamente dai roditori sono leptospirosi, toxoplasmosi, salmonellosi, malattia di Lyme e alcune infezioni virali e parassitarie." Sullo stesso tenore la recente intervista al Messaggero di Gianni Rezza e Enrico Di Rosa che sottolinea "come le segnalazioni siano aumentate dopo la diffusione della notizia del topo morto nella biglietteria dei Fori Imperiali con conseguente chiusura della stessa".